Ciclismo : L’australiano Rohan Dennis è il nuovo recordman.

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L’australiano Rohan Dennis è il nuovo recordman dell’ora. Nel velodromo svizzero di Grenchen ha demolito il primato di Brandle (51,852 km) segnando 52,491 km. E’ grandissima festa nel velodromo, fatto costruire da Andy Rhis, patron della Bmc, la squadra per cui corre Dennis, proprio di fronte allo stabilimento dal quale escono le biciclette. Australiano di Adelaide, 24 anni, Dennis ha spostato di oltre 600 metri il primato. In pista a festeggiarlo anche Cadel Evans e Julian Absalon, il “Cannibale” della mountain bike, e il general manager Jim Ochowicz.
“Sono molto orgoglioso. Stanco, ma orgoglioso. E’ stata una pressione pazzesca. No, non è stato facile, ma è stato un giorno perfetto. Tanto dolore negli ultimi minuti”, ha detto Dennis.
A breve il servizio completo
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L’identikit dice che è australiano di Adelaide, la patria del Tour Down Under e della bicicletta come centro del traffico urbano. Specifica che ha 24 anni, è alto 1,82 e peso 71 kg. Sottolinea che ha studiato nell’Australian Institute of Sport, un’università più pratica che teorica, all’avanguardia sia nella scienza sia nella tecnologia, e non solo per il ciclismo. Il curriculum vitae (due ori e due argenti mondiali, un argento olimpico nell’inseguimento a squadre su pista, un argento mondiale nella crono su strada Under 23 e un oro mondiale nella cronosquadre su strada tra i professionisti) conferma che si tratta di un cronoman, un atleta che dà il meglio quando corre – da solo o in squadra – più contro il tempo che contro gli avversari. E i comunicati rivelano come, nel gruppo di lavoro che lo assiste, ci sia anche un italiano come preparatore: Marco Pinotti.
Rohan Dennis tenterà di stabilire il record dell’ora oggi, alle 14, sulla pista di casa – non sua, ma della sua squadra, la Bmc – a Grenchen, nel nord-ovest della Svizzera. Dove lo scorso 18 settembre il tedesco Jens Voigt aveva portato il record a 51,115, e poco lontano (a Aigle, sempre in Svizzera) da dove lo scorso 30 ottobre l’austriaco Matthias Brandle lo aveva portato a 51,852. Dennis sa che il record “non è solo una questione di gambe, ma anche e soprattutto di testa”. “Ho cominciato a pensarci in settembre – ricorda -, ma l’ho programmato solo a metà dicembre”.
TECNICA — In gennaio ha corso e vinto (tappa e classifica generale) il Tour Down Under, il 1° febbraio è arrivato qui, e gli ultimi giorni sono serviti per creare la simbiosi con la Bmc TrackMachine TR01, definita “la nemica del vento”, perché – secondo gli studi della casa costruttrice – è quella che offre meno resistenza, quasi nulla, all’attrito dell’aria. Telaio in carbonio, manubrio 3T con protesi di 50 cm, sella Fizik Arione, ruote lenticolari, gruppo e pedali Shimano, un peso di soli 6,45 kg, portati a 6,8 per obbedire al regolamento internazionale. L’obiettivo minimo è un metro più della distanza coperta da Brandle, il sogno è superare quota 53. “E con 53 – si sbilancia Dennis – potrei mettere un po’ di pressione addosso a Brad Wiggins”. Perché il record dell’ora aspetta solo che scenda in pista il baronetto inglese, probabilmente in giugno, a Londra. “Wiggo” ha le gambe e la testa per spostare i confini, forse, addirittura oltre i 55 km.
STRATEGIA — Fino a un paio di giorni fa Dennis non aveva ancora deciso la strategia, “se dividere l’ora in due mezze ore o in quattro quarti d’ora. Ma l’esperienza di Jack Bobridge – tentativo fallito per circa mezzo chilometro – mi spinge a non dare tutto nella prima parte, poi rischierei di calare. Ma certamente avrò bisogno del sostegno del pubblico nell’ultimo quarto d’ora”. Quello che è stato promosso quasi come un incontro di pugilato – Rohan Dennis contro l’ora – aspetta il tutto esaurito.
Da : Gazzetta dello Sport.
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