Spezia, il quinto anno in B con un budget di cinque milioni

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Di Massimo Guerra – A circa un mese dalla partenza per il ritiro di Norcia i tifosi aquilotti si interrogano su quale fisionomia assumerà lo Spezia della prossima stagione, la quinta consecutiva in serie B, ad eguagliare un record dei lontanissimi anni ’50.

Per poter azionare il tasto “avanti” nel percorso organizzativo è stato decisivo l’incontro chiarificatore tra la proprietà – si scrive Social Sport, si legge Gabriele Volpi – e la società di via Melara, in primis il presidente (ad interim?) Andrea Corradino e l’uomo dei conti, alias l’Ad Luigi Micheli.
Con 5 milioni sul piatto del budget e la volontà di non vendere lo Spezia Social Sport nel breve termine traccia intenzioni di rassicurante continuità, con notevole spinta verso i giovani e al netto di riduzioni a ingaggi fuori budget, a costo di sacrifici in rosa. Quelli di Calaiò (conteso tra Venezia, Spal e Benevento), Catellani, Nenè e lo stesso Terzi sarebbero gli ingaggi considerati più “caldi”, senza contare il triennale a Juande, che resta un valido centrocampista, ma con il modulo tattico di Di Carlo non è più l’uomo-squadra della gestione Bjelica.
Il budget sarà quindi “limato” verso il basso, magari non troppo drasticamente, ma in linea con il monte ingaggi medio della B (l’anno scorso era il settimo, più alto del Crotone promosso, ma più basso del Livorno retrocesso, a testimonianza dell’importanza di saper spendere bene i soldi in giocatori utili e funzionali più che famosi e quasi ex). Aspettando Sciaudone, tornato a Salerno per obblighi contrattuali, ma deciso a ritornare a Spezia dove si è ambientato bene rendendosi utile al gioco di squadra.
Questo è almeno quanto emerso dopo gli ultimi contatti milanesi ai massimi livelli e prima ancora dagli incontri a Rijeka tra gli staff tecnici della squadra fiumana -gemella dell’est dello Spezia – con mister Di Carlo, il Ds Fusco e il braccio destro di Volpi ovvero Damir Miskovic, che nell’occasione si è visto per la prima volta con il mister di Cassino, a dimostrazione di un certo raffreddamento nel clima tra l’est e l’ovest calcistico della Social Sport, parere rafforzato dal rientro in blocco dei giocatori croati alla “casa madre” segnale tangibile della fine anticipata – almeno nei fatti – del piano triennale varato dallo stesso Miskovic due campionati orsono.
Quello che non è affatto fallito è il “piano giovani”, trainato da un settore giovanile scoppiettante che può godere del bellissimo impianto del Ferdeghini, un lusso anche per tante società di serie A. Nei fatti, a parte i “gioielli” Sadiq e Nura, che nella Primavera hanno pure giocato, ma sono nati e cresciuti calcisticamente parlando nel “terzo polo” di Social Sport, ovvero l’Accademia di Naduja in Nigeria, dalla cantera aquilotta sono usciti fior di giocatori come Ceccaroni, Bastoni, Vignali, Ciurria, Okereke (stesso discorso di Sadiq e Nura), tutti potenziali titolari in lista B il prossimo anno, senza parlare di Saloni, Maggiore (il predestinato), Barbato usciti dall’ultima leva di mister Gallo con molte aspettative.
Per Maggiore, decisamente una spanna più in alto della media, sarebbe addirittura più auspicabile un esordio in A piuttosto che in serie Cadetta, dove potrebbe (forse) soffrire l’aggressività fisica e, in alcuni casi, l’ “ignoranza” calcistica degli avversari, ma questa è un’opinione non nostra ma che circola da tempo tra gli addetti ai lavori che hanno allenato o conosciuto il ragazzo del ’98 in questi ultimi anni di crescita.
Ma torniamo al mercato: alle uscite già annunciate – ma sull’addio di Catellani si registra un deciso dissenso della piazza del tifo – si aggiungono i rumors sull’asse Spezia – Ferrara, con la conferma nella Spal del giovane Ceccaroni che sarebbe seguito a ruota da un altro talentuoso, ovvero Gennaro Acampora che Di Carlo apprezza senza stravedere.
Per il 4-3-3 di Di Carlo le scelte decisive saranno quelle sulle corsie laterali, a partire dal sostituto di Situm sulla sinistra avanzata: negli ultimi giorni è uscito più volte il nome di Karim Laribi, venticinquenne di proprietà del Sassuolo, poco utilizzato nella scorsa stagione per via di un infortunio ma in evidenza due campionati fa nelle fila del Bologna promosso in A. Gli altri possibili arrivi – di questi periodi il condizionale è sempre d’obbligo – riguardano il centrale Di Cesare dal Bari, 33enne di esperienza per rinfoltire il reparto, un mediano di discrete potenzialità come il franco-algerino Ammary, del Latina come il velocissimo Acosty, giocatore molto vicino alle idee sul ruolo del mister aquilotto.

fonte “Città Della Spezia”

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