Beppe e Theo, nello Spezia gli ultimi sono i primi

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ki3izlikLa Spezia – Due novità e mezza. A meno di improvvise accelerazioni di mercato durante la prossima settimana, lo Spezia si presenterà sul verde terreno del Bianconi Sporting Center di Norcia con poche facce nuove rispetto al gruppo che ha chiuso la scorsa stagione solo un mese e mezzo fa. Come alla fine della stagione 2014/15, quando Umberto Marino e Guido Angelozzi presero la strada di Bergamo e Sassuolo rispettivamente, è più che altro nel comparto dirigenziale che si sono registrati movimenti consistenti con i saluti di Pierfrancesco Visci passato all’Inter, Nazario Pignotti in direzione Genova e Enrico Paresce che lavorerà per il Milan.
Lo Spezia di campo invece ha detto un arrivederci che sa di addio ad Andrea Catellani e un addio che sa di arrivederci a Daniele Sciaudone. Arriverà un sostituto di Situm, ma intanto in entrata ci sono la scommessa Giuseppe Mastinu dall’Olbia, il giovane nigerianoTheophilus Awua dal Football College Abuja e il ritorno dell’attesissimo Pietro Iemmello da Foggia. Insieme a loro un manipolo di ragazzi della primavera che con la prima squadra hanno già lavorato in montagna nelle scorse stagioni, tra cui Pietro Ceccaroni, Simone Bastoni, David Okereke e Luca Vignali.

Il sardo e l’africano sono le due scoperte da fare per quei tifosi che da domenica prossima saranno in Umbria al seguito degli aquilotti. Due profili molto diversi, la stessa voglia di farcela. Awua, già soprannominato Theo per facilitarsi le cose, è un centrocampista centrale che negli scorsi anni si è costantemente messo in luce con l’FCA. Grande mattatore al Torneo di Rijeka vinto nel 2015 – di cui fu capocannoniere insieme all’uccel di bosco, Orji Okonkwo, succedendo a Umar Sadiq – nelle stesse settimane si prese i complimenti pubblici del tecnico della nazionale Sunday Oliseh, che proprio contro i ragazzi di Abuja giocò la prima amichevole della propria gestione (vittoria per 1-0 su rigore).
“E’ un centrocampista completo che può fare tutti i ruoli del centrocampo a tre, o interno di un centrocampo a quattro”, lo descrive Renzo Gobbo che lo ha allenato in questi anni in Nigeria. “E’ impressionante”, è la più prosaica definizione di chi lo ha avuto contro l’anno scorso quando passò dal “Ferdeghini” per uno stage di preparazione insieme al resto della sua squadra. A 18 anni appena compiuti, si giocherà in ritiro le sue chance di rimanere aggregato alla prima squadra, magari come vice Errasti. Su di lui, gli occhi della Roma pronta a seguirlo nella prossima stagione.

E’ invece la storia di una scalata gradino dopo gradino quella di Mastinu. Gallurese di Arzachena, nelle ultime due stagioni ha portato l’Olbia a un passo dalla Lega Pro a suon di gol giocando da esterno o seconda punta. Quell’Olbia in odore di ripescaggio in terza serie che ha lasciato proprio per provare l’avventura allo Spezia, scatenando qualche malumore nel suo vecchio presidente Alessandro Marino (“gli auguro il meglio ma credo che abbia fatto un salto nel buio”, ha detto a La Nuova Sardegna).
A ottobre avrà 25 anni, è un’occasione più unica che rara per un atleta di questa età riuscire a guadagnarsi una chance tra i professionisti. Tanto più all’interno di una squadra che ha sfiorato la serie A per tre stagioni di seguito e che negli stessi giorni cedeva un certo Andrea Catellani a una diretta concorrente. Una vera e propria scommessa insomma, da vincere sin dal primo giorni di Norcia per l’ala mancina. Su di lui ci sarebbe già l’interesse di alcuni club del Sud (Lecce in primis) per averlo in prestito. A Di Carlo l’ultima parola.

Fonte “Città Della Spezia”

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