Paolo Rabajoli

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“Paolo Rabajoli e il giornalismo sportivo alla Spezia”

di Egidio Banti

`Paolo Rabajoli e il giornalismo sportivo alla Spezia`

La Spezia – Scrisse una volta Gino Patroni, a proposito dei suoi colleghi giornalisti: “Chi non ha scritto almeno una partita dello Spezia ?”. E aveva ragione: Spezia, città senza un giornale quotidiano, quanto meno in edizione cartacea, ha sempre richiesto ai redattori delle pagine locali una sorta di non facile patto identitario. Il giornalismo, infatti, vive di identità, sia essa culturale o territoriale, in simbiosi tra chi scrive e chi legge. La risposta è stata, decennio dopo decennio, in una speciale e straordinaria importanza data allo sport. Le stesse televisioni locali, da Telespezia a Video Spezia International ed a Tele Liguria Sud, hanno innestato parti importanti della loro storia proprio sulle cronache sportive, affidate all’estro di giornalisti e di tecnici indimenticabili. Questi pensieri riempiono ora l’animo nel ricordo di un giornalista, Paolo Rabajoli, spentosi giovedì scorso alla clinica “Alma Mater” dopo una lunga e dolorosa malattia, a sessantasei anni. Paolo per trent’anni, dopo un passaggio alla Nazione, ha diretto le pagine sportive spezzine del Secolo XIX, ed è stato così uno dei più noti giornalisti sportivi di Spezia proprio negli anni delle trasformazioni tecnologiche e di costume che hanno investito tanto il mondo dello sport quanto quello della carta stampata. Era un signore per flemma, per eleganza, per arguzia e, non da ultimo, per generosità. Non a caso, dal Panathlon ai Veterani sportivi, e non solo, in tanti facevano a gara per coinvolgerlo in iniziative volte a comprendere, e quindi a valorizzare lo sport spezzino. Perché la sua intelligenza lo portava a intuire in anticipo eventi e scenari. A lui ci si affidò anche per ottenere a Spezia il riconoscimento del tormentato “scudetto di guerra”, quello vinto nel 1943 – 1944 dalla squadra dei Vigili del fuoco. Chi gli è stato vicino, non solo come giornalista, ritrovava in lui le tracce di una formazione oratoriana, di quell’oratorio salesiano che è stato fucina di classi dirigenti e di autentici “maestri” di vita. Molti, in Santa Maria, hanno preso parte ai suoi funerali

Sabato 15 luglio 2017 alle 17:00:35
Da CittàdellaSpezia
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